Autore Topic: Per il Prof. Ivo Bianchi  (Letto 7486 volte)

gico61

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Per il Prof. Ivo Bianchi
« il: Luglio 16, 2011, 04:30:00 pm »
Egr. Prof. Bianchi,

mi permetto di sottoporle il caso di seguito riportato per la stima professionale che le porto. Paziente di 45 anni, maschio, in buone condizioni generali, peso 65 kg, esami di laboratorio nella norma, presenta da diversi anni nodularità diffusa della tiroide, 6 noduli in totale di dimesioni tra  i 6 ed i 12 mm max di lunghezza e larghezza, negativi per malignità al FNAB. E' in condizioni di eutiroidismo da sempre, con negatività anche degli autoanticorpi,ovviamente viene alla nostra osservazione per cercare di limitare questa trasformazione nodulare della tiroide,sebbene non avverta alcun sintomo,nemmeno compressivo.Trattasi di commercialista,per cui pensiamo ad una vita professionale movimentata ma dal punto di vista anamnestico e fisico obiettivo non ci è apparso come persona particolarmente ansiosa.Poichè la ritengo una condizione border-line, le chiedo quale potrebbe essere un corretto approccio omotossicologico,nel caso fosse indicato.Con la stima di sempre.Grazie!

PRIMO MARIA LETIZIA

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Re:Per il Prof. Ivo Bianchi
« Risposta #1 il: Luglio 28, 2011, 12:18:39 pm »
gentile collega mi permetto di risponderti visto che Ivo deve essere altrimenti impegnato e mi spiace che la tua richiesta non abbia una risposta.Nel caso specifico ti consiglierei una terapia con
endocrinotox n° 10 15 gocce x3/die (farmaco di riequilibrio PNEI specifico per gli ipotiroidismi )
colostro noni 1 bustina /die (per la SIBO quasi sempre concomitante agli ipo)
e come drenante ENDOTOX n° 8 15 gocce x3/die da utilizzare con le altre gocce
Il tutto per cicli di mesi tre ripetibili , direi due volte l'anno.
Spero di esserti stata utile
Buon lavoro
Maria letizia Primo

gico61

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Re:Per il Prof. Ivo Bianchi
« Risposta #2 il: Luglio 29, 2011, 11:49:19 am »
Gentile Collega Maria Letizia, ti ringrazio per aver avuto la sensibilità di rispondermi. Mi preme tuttavia sollevare qualche ulteriore quesito. I rimedi che mi hai proposto trovano indicazione soprattutto nel caso di una ipofunzione tiroidea ma nel caso specifico non vi sono segni di deficit secretivo, in quanto sia FT3,FT4,TSH ed anche gli anticorpi sono perfettamente nella norma.Comprendo che si potrebbe sfruttare l'effetto di modulazione ma siamo sicuri che non andiamo a stimolare una ghiandola che si trova in eutiroidismo? Per quanto poi attiene il Colostro-Noni, pur condividendo una casistica in cui disturbi tiroidei si associano a dismicrobismo intestinale, nel caso in esame sia l'ananmnesi che l'esame obiettivo escludono questa evenienza.Forse me lo hai indicato per sfruttare l'effetto anti-ossidante? Scusa per l'ulteriore fastidio ma penso che la caratteristica di noi medici che ci occupiamo di medicina biologica sia non la semplice prescrizione farmacologica ma una sana dialettica sulle motivazioni dell'uso del rimedio.Grazie.

PRIMO MARIA LETIZIA

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Re:Per il Prof. Ivo Bianchi
« Risposta #3 il: Luglio 29, 2011, 01:18:15 pm »
Caro collega l'effetto di modulazione è ottimale anche nei casi di eutiroidismo come è uso per tutti i farmaci PNEI. Nel caso del colostro Noni si sfrutta sia l'effetto di immunomodulazione del noni che gli effetti sulla SIBO  (che non è solo un dismicrobismo ma una forma legata anche ad aumento dei linfociti intraepiteliali a livello tiroideo , che a livello bioptico è sempre presente quando si ha una noxa tiroidea) ed inoltre il selenio e lo zinco in esso contenuti sono necessari per vari metabolismi, tra cui quello tiroideo.
Buona giornata
maria letizia Primo

malzac

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Re:Per il Prof. Ivo Bianchi
« Risposta #4 il: Luglio 30, 2011, 10:03:18 am »
e importante valutare anche la causa di questo stadio clinico sicotizzato nella giandola tiroidea
dal punto di visto pnei , ma anche come risoluzione di una serie di conflitti sicurametne professionali visto la professione del paziente ( lo chiamo gentilmente il sindromo del commercialista !!!) e utile associare rimedi come

citomix guna
protezione a lungo termini del equilibrio del sistema immunitario , una sorte di protezione quotidiana che permette di sostenere l'equilibrio della bilancia pnei, in termine i

antiagestress guna

rimedio chiave del mintenimento e della stabilita di tale situazione di squilibrio pnei, agisci su pn, ma anche su i in modo importante

sicuramente e necessario una cura continuativa a lungo raggio, non potendo cambiare la causa della patologia vale a dire il lavoro di questo paziente .

e necessario mettere im muoto due tipi di cura :
sintomatica e bloccanta
preventiva e riequilibrante

cordiali saluti

gico61

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Re:Per il Prof. Ivo Bianchi
« Risposta #5 il: Luglio 30, 2011, 04:27:36 pm »
Dr. Malzac , come lei ritiene di inquadrare la produzione di noduli tiroidei in eutiroidismo nell'ambito di un disturbo PNEI? In altri termini qual è la sequenza fisiopatologica che, secondo lei e gli esperti PNEI, comporta la formazione di noduli tiroidei pur in presenza di normali livelli di FT3, FT4,TSH. Anticorpi , FNAB negativo per cellule maligne o infiammatorie o linfocitarie ed esami generali perfettamente nella norma?

malzac

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Re:Per il Prof. Ivo Bianchi
« Risposta #6 il: Agosto 07, 2011, 08:42:52 am »
credo che sia simplicamente il stadio pre-patologico .
in fatto, la presenza del nodulo rappresente la risposta di blocco del conflitto in entrata nel organismo .
la reazione di blocco  al livello cellulare afinche il messaggio patologico non penetra nel organismo del paziente .
questi noduli devono assolutamente essere rispettati perche rappresentano la bariera  alla penetrazione del problemo primo allo stomaco , poi fegato e generalizzazione a tutto l'organismo
e sufficiente di fare una indagine clinica approfondita in casi di sclerose multipla o altro malattia autoimmune per renderci conto che il conflitto tiroideio e stato il rpimo, e frequntamente non ci sono noduli perche l'organismo non ha avuto la forza di rispondere corettamente .
se la cura di prm equilibra corettamente la pnei , si vedra a lunga una diminuzionee anche una totale sconparsa di questi noduli
e se il conflitto e troppo forte , per via di ritorno, di retro controllo negativo come in tutte le reazioni pnei ci sara il rischio di trasformazione tumorale del nodulo .
attente a somministrare il famoso ceppo thuya , perche se la prescrizione e troppo forte in termine di diluizione (ska) ce il rischio reale di renderlo tumorale, per attivazione di questo famoso retro controllo negativo .
al inverse sulfur aumentara la vicariazione , dunque potra creare altri noduli begnini e ...noiosi !!!

romeo

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Re:Per il Prof. Ivo Bianchi
« Risposta #7 il: Agosto 10, 2011, 11:39:35 am »
Carissimo gico61
vorrei dare anch'io il mio piccolo contributo. Sei noduli tiroidei in eutirodeo sono già segno di sicotizzazione.
Molti parlano di PNEI ma dimenticano la P ( la psiche )
La tiroide in indoeuropeo significa " Pietra che ha funzioni di Porta" e mette in comunicazione la mente col corpo (ipotalamo-ipofisi-ormoni tiroidei-cuore e circolazione-sistema simpatico) ed anche sede della comunicazione verbale e non verbale. Questa porta coordina l'apparato circolatorio , lo protegge, lo mantiene pulito , contrasta l'invecchiamento e l'evoluzione verso il cancro. Si sviluppa alla 4° sett. di vita fetale ( prima di molti altri organi ) ed inizia a lavorare autonomamente , presiede alla crescita e allo sviluppo armonico dell'individuo insieme all'ipofisi.
La cisti tiroidea ha significato di blocco della evoluzione , della crescita, rimanere ancorati , incompletezza , necessità di crescita spirituale ( R. Dahlke ) Georg Groddeck , padre della Medicina Psicosomatica, nel suo libro "Il linguaggio dell' Es " ci parla ampiamente della psicodinamica delle cisti tiroidee e di come lui stesso ne sia guarito.
Fattori che interferiscono con la tiroide :
- implementazione di sale iodato alimentare ( letteratura Statunitense e Giapponese ) può portare disordini fino a tiroidite autoimmune , va somministrato invece negli ipotiroidei e negli abitanti delle zone gozzigene
( Prof. Bianchi )
- fattori genetici
- pregresse infezioni virali da HBV
- vaccinazioni contro Bordetella partussis
- tossine ambientali
Fattori che proteggono la tiroide :
- Selenio , almeno 100-200 mg pro die , regola l'infiammazione e regola i processi autoimmuni
- Tirosina , Aminoacido precursore
- Ac.Folico , Vit. B12 , Omega 3
Reckewg ci parla del principio di Ascheneimer , per blocco enzimatico o genetico un organo inizia ad addensare
le omotossine . E non a caso questo principio lo trovi proprio in Ordinatio a pagina 357 mentre il Grande Vecchio ci parla di Fucus Compositum . Fucus comp. è il farmaco proprio per la iniziale patologia tiroidea.
Gl. thyrodea in D8 è regolatoria
Spongia D8 , regolatoria , struma
Corpus pineale D8 è regolatoria e PNEI
Gl Thymi e Splen D10 sono immunitari TH1
Pulsatilla D8 , anti PRL , antistress , PNEI
Fucus , Conium , Colchicum ,antidegenerativi
un sacco di altri rimedi e catalizzatori per rimuovere i blocchi enzimatici
Hepar , Reckeweg mette Fegato perchè in Medicina Tradizionale Cinese per curare una patologia di Loggia di Fuoco ( Cuore-Vascolare-Tenue-Triplice Risc.  e la Tiroide appartiene a ques'ultimo) bisogna dare nelle patologie croniche un organo (Fegato) della Loggia che precede cioè Loggia Vento ( Fegato-Vesc.biliare)
Recheweg conosceva perfettamente la Medicina Cinese.
Ma poi non bisogna limitarsi a solo Fucus comp. e la terapia sa impostata sulla Tavola delle Omotox
Per il problema P raramente il paz. accetta di andare in Psicoterapia e molte Psicoterapie ahimè non funzionano , il problema è a livello emotivo profondo e la sua conoscenza razionale non lo risolve ( es. Analisi Freudiana) Esempio : so perfettamente che fumare fa male ma continuo perchè mi piace!
Le terapie che funzionano devono agire sull'inconscio come dimostrato da Bandler e Grindler della Università
di Palo Alto in California , come le terapie Ericksoniane
Possiamo intervenire a livello P con i Fiori di Bach , in questo caso vanno studiati i Fiori di Bach del Quinto Chakra e vanno scelti in base alla personalità del paziente . Personalmente spesso uso anche i Flowerplex  di Roy Martina della Guna. Buon lavoro.


 

mdiliberto

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Re:Per il Prof. Ivo Bianchi
« Risposta #8 il: Settembre 09, 2011, 02:13:25 pm »
Caro collega,
mi permetto di aggiungere il mio modestissimo contributo da endocrinologa allopatica, ma amante di omeopatia ed analoghi...
Non trascurare il valore preciso del TSH, anche se questo è all'interno del range di riferimento. Un TSH a 3.5 non è come un TSH a 0.9. Valori di TSH ai limiti bassi del range di riferimento sono comunque prognosticamente più positivi. Per altro, è quello che si proponeva di ottenere la vecchia terapia soppressiva con Eutirox(ora in graduale disuso), che, per quanto provocasse tanti sfaceli, qualche risultato positivo in termini di dimensioni dei noduli ogni tanto lo dava...
Per cui potresti utilizzare anche questo parametro per monitorare la terapia utilizzata.
Per inciso, una piccola curiosità...proprio la settimana scorsa, ho visitato alla ASL una paziente con un gozzo nodulare di medie dimensioni e di vecchia data, risultato notevolmente ridotto di dimensioni (totale e dei singoli noduli) alla ultima ecografia, cosa che, quando sei costretta ad utilizzare solo i farmaci tradizionali, non capita praticamente mai.... La signora, conoscendo la mia apertura alle altre medicine, mi ha raccontato che dalla visita precedente a questa si è messa a lavorare di buona lena con le tecniche di visualizzazione....
Fate voi...