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Post - admin

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Discussioni Generali / Re:SCARSA AFFLUENZA...
« il: Novembre 09, 2010, 04:27:08 pm »
Gentile Dr Verducci
Le comunico che per problemi tecnici legati alle diverse piattaforme utilizzate l'idea di ripristinare i vecchi post è stato accantonata.
Ad oggi quindi si può ritenere improbabile il ripristino dei dati del precedente forum.
Ci scusiamo per il disagio.
Cordiali Saluti
eb

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Discussioni Generali / Re:Una SEZIONE ad hoc...
« il: Settembre 06, 2010, 02:16:05 pm »
Abbiamo provveduto a creare la sezione richiesta: http://www.medibio.it/forum/index.php?board=41.0
un cordiale saluto
eb

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News Corner / STORIA DI UNA RICERCA SCIENTIFICA SULL’OMEOPATIA
« il: Luglio 16, 2010, 11:22:06 am »
Questa lettera documenta la stretta collaborazione tra il Dipartimento di Anatomia Umana presso la Facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi di Milano ed il Direttore Scientifico dei laboratori di ricerca GUNA. Essa rende testimonianza circa l'atteggiamento di "sano scetticismo" della scienza ufficiale nei confronti delle medicine non convenzionali, e nel contempo lascia intuire quali potrebbero essere le nuove frontiere di questo paradigma medico, ancora in buona parte da esplorare.

L'OMEOPATIA E I TOPI: LA STORIA DI UNA RICERCA
lettera di Alessandro Perra - Direttore Scientifico GUNA Spa

Questa che vi racconto non è solo la storia di una ricerca di base ma è anche la storia di 2 mondi che si incontrano e che in nome della Scienza e dei risultati riproducibili abbattono le barriere del pregiudizio.
Nel Gennaio del 2008 la nostra Azienda decide di valutare, attraverso una serie di ricerche di base in vitro ed in vivo, gli effetti di alcuni componenti dei farmaci che abitualmente utilizziamo in tutto il mondo, per saperne di più sul loro meccanismo d'azione.
Si trattava di un passaggio importante: dopo più di 10 anni durante i quali quotidianamente avevamo davanti agli occhi l'evidenza dell'efficacia e dei risultati clinici dei farmaci Guna, sentivamo la necessità scientifica di arrivare a spiegare come le sostanze che noi  impieghiamo nei nostri farmaci funzionassero non solo a livello del "macrocosmo" paziente ma anche a livello dell'"ultrapiccolo", quel meraviglioso mondo che è la cellula.
Il nostro partner sarebbe stato l'Università degli Studi di Milano. Ed è a questo punto che inizia la storia delle "liaisons dangereuses" tra due mondi: Guna proviene dalla tradizione omeopatica, l'establishment universitario storicamente non è mai stato particolarmente favorevole alla disciplina omeopatica. E anche questa volta la storia si è ripetuta.

Ma poi qualcosa è cambiato...

"Va bene, condurremo questa serie di esperimenti in vitro su cellule isolate e poi in vivo su animali, ma tanto sappiamo già che è tempo perso. Lo sanno tutti che l'Omeopatia è acqua fresca".
L'inizio dei nostri rapporti con il Dipartimento di Morfologia Umana dell'Università degli Studi di Milano non poteva essere migliore! Questo accadeva un giorno di Gennaio del 2008. Un anno e mezzo dopo, quello stesso ricercatore (oramai diventato amico) mi avrebbe detto: "Non ci ho mai creduto. E molte cose ancora non mi sono chiare. Non ci volevo credere e fino all'ultimo ho fatto di tutto per non crederci. Ma io sono un ricercatore e un ricercatore non deve credere, non deve procedere per fede; un ricercatore deve osservare e misurare, e verificare, deve basarsi sui dati e non dare interpretazioni. In questo lavoro io mi sono comportato come un notaio: ho osservato e misurato, solo questo. Non chiedetemi se l'Omeopatia funziona. Io avevo un'idea, ora ne ho un'altra".

Che cosa era successo durante quell'anno e mezzo?

Era successa una cosa molto semplice: erano arrivati i risultati della nostra ricerca sull'attività di bassi dosaggi di interleuchine. E questi risultati erano talmente forti da abbattere le barrire del pregiudizio ed oggi, nel mondo, si parla di questi risultati: se ne parla nelle Università (dalla Loyola University di Chicago alla Harward University di Boston, dalla Wisconsin University di Madison alla Royal Society of Medicine di Londra) e una prestigiosa Rivista come Pulmonary Pharmacology & Therapeutics ha pensato bene di pubblicarli.
Ma seguiteci, e immaginate di entrare nei Laboratori dell'Università di Milano; indossate un camice bianco e osservate anche voi, come degli scienziati, cosa abbiamo fatto. Volevamo misurare gli effetti di diluizioni molto spinte (o se preferite: dosaggi molto bassi) di una molecola biologica su cellule umane isolate e stabilizzate.
In termini molto semplici: cellule umane (fibroblasti) sono state messe in contatto con una sostanza presente normalmente nel nostro organismo e che è una delle responsabili dell'avvio del processo infiammatorio. Questa sostanza si chiama Interleuchina 1-β (IL-1 β).
Potremmo dire che quando questa sostanza si "aggancia" alla superficie di una cellula vittima di un insulto infiammatorio (un trauma o un'infezione per esempio), si comporta come un dito che pigia su un interruttore: accende l'infiammazione. Quando questo interruttore si accende, dentro la cellula avviene una moltitudine di reazioni chimiche e diverse sostanze vengono prodotte. Sperimentalmente, misurare alcune di queste sostanze significa misurare l'efficacia dell'interruttore, cioè l'attività biologica di quel messaggero dell'infiammazione chiamato IL-1 β. Provammo vari flaconi contenenti IL-1 β, da quelli più concentrati a quelli più diluiti. Fra questi, due contenevano proprio una diluizione omeopatica, cioè decisamente poco concentrata (siamo nell'ordine di frazioni di miliardesimi di grammo per millilitro) e, soprattutto,  uno era stato sottoposto alla cosiddetta "dinamizzazione" (un processo di agitazione verticale molto particolare e preciso che, standardizzato nei nostri Laboratori è chiamato oggi Sequential Kinetic Activation) mentre l'altro conteneva solo la diluizione non dinamizzata.
Secondo le procedure internazionali della ricerca scientifica nessuno degli sperimentatori conosceva il contenuto dei flaconi, che erano siglati con delle lettere (in una busta chiusa e depositata in cassaforte, siglata dal direttore della sperimentazione, era riportata la corrispondenza fra lettere dei flaconi e rispettivo contenuto). Come si suol dire, procedevamo "in cieco".
Dopo alcune settimane eravamo in possesso dei risultati della ricerca: due flaconi mostravano, fra tutti, i risultati più eclatanti. Il flacone B e il flacone C.
Ricorderò sempre queste lettere perché il professore dell'Università che conduceva il lavoro, da scettico osservatore immaginava che queste due lettere corrispondessero ai flaconi contenenti le maggiori concentrazioni di IL-1 β. Così, un pomeriggio mi arrivò una telefonata. Era il responsabile della ricerca (che sarebbe poi diventato un compagno di avventura scientifica) che mi diceva: "... devo riferirle i risultati: due flaconi hanno risposto, tutti gli altri no, mi dispiace per lei, sicuramente si tratta dei flaconi con le concentrazioni più elevate. Comunque domattina la attendo in Istituto per aprire insieme la busta."

Il giorno dopo aprimmo la busta. Lui (non io) non voleva credere ai suoi occhi. I flaconi che avevano dato quei risultati positivi contenevano uno, sì, la concentrazione farmacologica, cioè elevatissima di IL-1 β, ma l'altro, il fantomatico flacone C, conteneva la diluizione omeopatica di IL-1 β che era stata sottoposta a quello strano procedimento chiamato dinamizzazione. Ancora più interessante era un altro risultato. Il flacone contenente la diluizione omeopatica di IL-1 β, che non era stata però sottoposta a dinamizzazione, si comportava come l'acqua fresca, cioè non mostrava alcun effetto biologico.
Ma lui (il Professore) non ci voleva credere.

Così ripeté l'esperimento ma, accidenti, i risultati continuavano ad essere sempre gli stessi. Ma continuava a non volerci credere. Così ci chiese di poter assistere alla preparazione delle diverse diluizioni (era arrivato a pensare che potessimo ingannarlo dandogli flaconi contenenti concentrazioni differenti rispetto a quel che dichiaravamo), ma, accidenti, i risultati continuavano ad essere sempre gli stessi. Fu anche l'occasione perché il Professore potesse constatare di persona il livello tecnologico dei Laboratori Guna. Nel suo immaginario un laboratorio omeopatico era popolato da alambicchi e  pittoreschi "alchimisti". Si trovò, invece, inaspettatamente immerso in una realtà di altissima tecnologia, all'avanguardia, quanto di più innovativo possa offrire l'Industria farmaceutica, e non solo omeopatica.

A quel punto i suoi pregiudizi cominciarono a vacillare perché quelli che avevamo in mano erano dati, non si trattava di interpretazioni. Ma ancora non era convinto. Una cellula è una cellula e, isolata, ha un comportamento differente rispetto a un sistema biologico complesso come quello di un animale.
Nel frattempo il Professore, da vero studioso, aveva cominciato a leggere studi clinici controllati (accidenti se esistono!) inerenti all'utilizzo di diluizioni omeopatiche di principi attivi. Questi lavori mostravano un'efficacia clinica decisamente superiore al placebo. Ma nonostante tutto continuava ad essere scettico. Mi diceva: "...certamente un essere umano può essere influenzato dal medico che, somministrandogli un certo farmaco, e anche solo accompagnandolo con una frase ben detta, può condizionare favorevolmente l'esito della terapia".
Insomma, ancora la classica accusa rivolta al rimedio omeopatico: è niente più che un placebo.
Ma oramai la sua curiosità di ricercatore non era più controllabile. Voleva osservare e capire. E -mi avrebbe confidato qualche tempo dopo- voleva dimostrare che l'Omeopatia non può funzionare su un animale da laboratorio. Così si decise di passare dal "vitro" al "vivo": furono presi dei topi e su di essi si misurarono in vivo gli effetti di diverse concentrazioni di alcune molecole biologiche (sempre delle interleuchine) che la Medicina studia da più di 15 anni per giungere ad una terapia eziologica delle allergie, cioè capace di eradicarne la causa principale. Anche in questo caso si procedette  ovviamente in cieco, cioè né i topi (come è facile intuire) né gli sperimentatori sapevano cosa si stesse somministrando. Come al solito, furono somministrate concentrazioni farmacologiche, cioè molto concentrate; furono somministrate diluizioni omeopatiche senza dinamizzazione; furono somministrate diluizioni omeopatiche dinamizzate; fu somministrato placebo. Anche i topi mostrarono che solo "due flaconi" erano terapeuticamente efficaci, e per giunta nella stessa misura. Però questa volta successe qualcosa di strano: i topi che erano stati trattati con uno dei due flaconi, dopo un'iniziale totale remissione del quadro patologico, dopo alcuni giorni morivano. I topi trattati con l'altro "flacone efficace" mostravano anch'essi la totale remissione della patologia, ma non morivano. A questo punto sia io che il Professore non stavamo più nella pelle dalla curiosità di scoprire a quali concentrazioni corrispondessero i due flaconi "terapeutici": il primo, capace di curare con grande efficacia ma con tali effetti collaterali negativi da uccidere i topi, corrispondeva alla diluizione superconcentrata; il secondo invece, mostrava di essere efficace come il precedente, e in più di essere privo di effetti collaterali. Lui non ci voleva credere: ancora la diluizione omeopatica dinamizzata! Era lei quella contenuta nel flacone che aveva curato i topi allergici senza effetti collaterali. Inutile dire che il suo scetticismo gli imponeva di ripetere e ripetere e ripetere l'esperimento, ma i risultati continuavano ad essere sempre gli stessi.
Eh già, la ripetitibilità dei risultati: il paradigma fondante della sperimentazione scientifica. A quel punto sapevamo che lo studio sarebbe stato inattaccabile.

Sono passati quasi due anni da quel giorno di Gennaio del 2008 e molte cose sono successe. La Guna ha scritto una bellissima pagina nella sua storia di Azienda farmaceutica, il lavoro è stato pubblicato su una prestigiosa Rivista internazionale, della nostra ricerca oggi se ne parla nelle Università, veniamo invitati ad importanti Congressi internazionali e, soprattutto, pensiamo di avere fatto qualcosa di buono per milioni di pazienti nel mondo.

Ancora oggi, quando si parla di Omeopatia la domanda più frequente è " ma tu ci credi"?
Quello che ho imparato in questi 2 anni è che non può esserci domanda più stupida ed inutile. Non si può credere o non credere nell'Omeopatia, come in nessuna Scienza. Ciò che attiene alla Scienza può solo essere osservato e misurato. E quello che vi ho raccontato è solamente ciò che abbiamo osservato e misurato nell'ultimo anno e mezzo.

Oggi penso solo che se non avremo il coraggio di "misurare" l'Omeopatia da scienziati, scevri da pregiudizi, potremmo privare l'umanità di una straordinaria risorsa e di nuovi farmaci efficaci per molte patologie (non tutte, ma alcune certamente sì) e sicuramente privi di effetti collaterali.
Stando accanto ai Professori dell'Università anche noi siamo diventati un pò ricercatori e come ricercatori abbiamo cominciato a  coltivare ossessivamente il dubbio, un dubbio che oggi ci vede impegnati a misurare gli effetti di diluizioni omeopatiche di alcuni principi attivi che potrebbero rappresentare una nuova frontiera nella cura del Morbo di Crohn e dell'Artrite Reumatoide.
Un dubbio per il quale vale la pena passare le notti in laboratorio...

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L'intervista è stata rilasciata ad un giornalista della rivista scientifica AIOT "La Medicina Biologica" in occasione del 25° congresso AIOT tenutosi presso l'Aula Magna del Rettorato dell'Università di Milano il 14 maggio 2010

Domanda 1 - In relazione alla sua scoperta sulle proprietà di alcune nano-strutture di acqua di emettere segnali elettromagnetici riconducibili al "vissuto" biologico della persona, quali applicazioni pratiche pensa potranno esserci in futuro?

In questa ricerca ci sono due aspetti salienti: l'aspetto teorico, che pone un grande problema sui rapporti tra la fisica e la biologia la struttura della materia dell'acqua e delle onde magnetiche, ma oltre a ciò anche delle applicazioni pratiche. Vediamo in questa ricerca l'inizio di un "disegno", cioè il trovare questi segnali che vengono da nano-strutture dell'acqua ugualmente nel plasma di persone che soffrono di malattie croniche, in particolare quelle dell'Hiv e di patologie legate all'Alzeimer, Parkinson, Poliartrite reumatoide, e anche in patologie psichiatriche come l'autismo.

In futuro ci saranno certamente delle applicazioni pratiche. All'inizio sarà indispensabile cercare le fonti di questi segnali. Sappiamo che provengono da forme di sequenze del DNA, ma quali sequenze ancora non ci è dato di sapere. Partendo da questo stadio potremmo creare dei metodi diagnostici, e forse un giorno dei trattamenti.

Domanda 2 - Quanto crede sia importante il modello di coerenza dell'acqua di Giuliano Preparata e di Emilio Del Giudice, alla luce delle Sue ricerche?

In queste ricerche ci sono sicuramente molti precursori, e Giuliano Preparata fu uno di questi e in particolare a livello della Fisica. Non l'ho mai incontrato personalmente, però so che è stato in relazione molto stretta con Jacques Benveniste, che in Francia ha fatto conoscere le sue idee (di Preparata, ndr) e mi ha fatto capire che quello che faceva non era per niente qualcosa di "inventato", ma era reale, e che tra l'altro mi permetteva di spiegare certi fenomeni che trovavo nelle mie ricerche.

Domanda 3 - Che relazione potrebbe esserci tra la sua scoperta ed il paradigma medico delle medicine non convenzionali in particolare per l'omeopatia? I suoi studi potrebbe aiutarci a a comprendere meglio i principi di funzionamento di questi modelli terapeutici? Quali possono essere gli sviluppi futuri?

Innanzitutto penso che ci siano molti sviluppi in futuro a livello diagnostico, e in particolare nel trattamento delle malattie croniche, ed questo che si deve dire ed è questa è la mia posizione. Non ci sono tre o quattro medicine diverse, l'omeopatia e la medicina tradizionale - quella detta "occidentale": io credo che  ci sia solo una medicina, cioè quella che guarisce i pazienti, e credo che si debba essere molto umili e modesti perché la nostra medicina occidentale ha fatto enormi progressi in particolare nella lotta all'eliminazione delle malattie infettive acute. Per quanto riguarda le malattie croniche invece abbiamo ancora molte cose da imparare, e abbiamo difficoltà ad andare oltre. Dunque basarsi su altri principi scientifici può effettivamente aiutare, se non a curare in prima battuta, a prevenire queste malattie croniche con una diagnosi precoce, in particolare quelle associate all'invecchiamento. Io penso che possiamo dire che ci sia una regola importante dell'omeopatia che noi ritroviamo nelle nostre ricerche: l'effetto delle alte diluizioni. Quando diluiamo molto una molecola, essa sparisce man mano che  la diluiamo, ma mantiene la sua efficacia biologica. In questo momento molte persone sostengono che non sia possibile avere efficacia se non sono presenti certe quantità di molecole, ma io invece credo di si. Tutto questo accade perché l'acqua può mantenere le informazioni delle molecole biologiche, e penso che in effetti sia quello che da molti anni è stato trovato un po' empiricamente dall'omeopatia. Per il futuro dobbiamo aspettare. Io lavoro in fase sperimentale, provo ad andare avanti con le conoscenze che partono dal sistema sul quale lavoro, quindi è evidente che non posso generalizzare per il momento le mie ricerche a tutti i principi dell'omeopatia.

Domanda 4 - Il titolo del convegno di oggi - dedicato alla memoria di Giuliano Preparata - è "Messages from water". Quale è il messaggio che l'acqua ci porta? Qual invece il suo?

Il messaggio dell'acqua è quello di farci capire che è un liquido straordinario, molto presente nell'universo, è un liquido che non ha le proprietà fisiche che noi ci aspettiamo, e siamo in tanti a pensare che può creare delle strutture interne, come dei "semi di materia" che hanno delle proprietà molto diverse, e in particolare che possono tenere la memoria di alcune molecole biologiche. Penso quindi che l'acqua abbia un ruolo fondamentale nell'origine della vita: il mio messaggio è che essa deve essere studiata sempre più.

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Discussioni Generali / SPOSTATO: Interessante articolo su ANSA
« il: Maggio 03, 2010, 09:42:15 am »

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Intervista al Sen. Daniele Bosone, Vice Presidente della Commissione Sanità del Senato e relatore del disegno di legge unificato sulle Medicine Non Convenzionali
Fare e disfare. E’ una sorta di nemesi quella che tocca al movimento italiano per le Medicine Non Convenzionali nel pluridecennale cammino verso una legge quadro nazionale. Nell'attuale legislatura, la XVI, il neurologo Daniele Bosone, Vice Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, è il relatore del disegno di legge unificato di regolamentazione delle Medicine Non Convenzionali

Domanda:

Sen. Bosone cosa è un disegno di legge unificato e qual è il suo compito?
E’ il testo base che ho predisposto, tenendo conto dei contributi derivanti da tutti i quattro disegni di legge presentati sia dal centro-destra che dal centro-sinistra, che opera una sintesi il più possibile agevole per avviare la discussione in Commissione. E’ chiaramente un testo sempre aperto e modificabile con ulteriori emendamenti, ma è già frutto di una prima condivisione.
 
Domanda:
Dopo le numerose audizioni che si sono tenute innanzi alla Commissione Sanità, qual è il suo orientamento e qual è l’orientamento della Commissione?
Il mio pensiero è che sono ormai più che maturi i tempi per discutere definitivamente il testo e mandarlo in Aula, ovvero di avere l’onestà intellettuale di dire da parte della maggioranza di centro-destra che vi è una pregiudiziale ideologica per cui non se ne fa nulla. Ritengo  che adottare soluzioni  “intermedie” tipo approvare un disegno di legge sulle MNC che regoli solo l’agopuntura lasciando fuori, ad esempio, l’omeopatia non avrebbe assolutamente alcun senso.  Tra l’altro è un disegno di legge puramente “ordinamentale e regolatorio” che non comporta alcun aggravio per le casse dello Stato.

Domanda:
Di fronte al fatto che la Commissione Europea ha finanziato un programma pluriennale di ricerca sulle MNC nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo dell’Unione Europea, è possibile secondo lei che la Commissione Europea possa aprire nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione visto che l’Italia non ha ancora recepito la Direttiva del 2006 inerente la registrazione dei medicinali omeopatici e antroposofici?

E’ sicuramente una possibilità. L’Italia mostra sicuramente un ritardo colpevole, probabilmente anche culturale. Vi è ancora un pregiudizio che può interrogare il mondo scientifico. Ma le Istituzioni devono essere “laiche” e trattare le questioni per quelle che sono, senza farsi domande “filosofiche”, in modo pragmatico e intellettualmente onesto, applicando le normative e cercando di regolamentare fenomeni socialmente e culturalmente vasti, profondi e in aumento come quello delle Medicine Non Convenzionali. L’Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA, ha recepito la Direttiva Europea sulla registrazione semplificata dei medicinali omeopatici e antroposofici, ma vi è un ritardo nell’applicazione. Mi assicurano che tale ritardo applicativo sarebbe solo legato a problemi organizzativi interni in via di soluzione. Spero ciò corrisponda al vero.

Domanda:
La mancanza di una legge quadro nazionale di regolamentazione sulle Medicine Non Convenzionali viola il principio della “doppia  libertà”, di scelta terapeutica del singolo e di cura da parte dei medici. Senatore, si stupirebbe se da parte di pazienti italiani venisse aperto contro l’Italia un ricorso al Tribunale per i Diritti dell’Uomo per violazione dello spirito dell’art. 32 della Costituzione?

Il problema non esiste dal punto di vista della libertà. Ognuno è libero di farsi curare come e da chi vuole. Infatti nessuna prestazione sanitaria delle Medicine Non Convenzionale è vietata. Basta considerare gli oltre undici milioni di italiani che ricorrono all’Agopuntura, alla Medicina Omeopatica, alla Medicina Ayurvedica, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Antroposofica, Fitoterapia, Omotossicologia. Non vanno certo contro la legge. Il problema è: quali garanzie vere per la sicurezza delle cure hanno questi nostri cittadini e quale certezza professionale esiste per i colleghi medici che si formano seriamente per anni all’esercizio delle MNC? Continuiamo a far finta di nulla o cerchiamo di mettere ordine e dare certezze a medici e pazienti? Questo è il cuore del problema. Se non lo risolviamo noi legislatori nazionali, ci penseranno pian piano le singole Regioni. Poi non lamentiamoci della frammentazione del Sistema Sanitario .

Domanda:
Qual è la posizione del Governo nei confronti del disegno di legge di cui lei è il relatore?

Mi pare di cauta collaborazione. Il Ministro Fazio è ben conscio che il problema esiste e che chiudere gli occhi non serve a risolverlo. Per di più, lo ripeto, è un provvedimento a costo zero perché non si sta certo pensando di inserire ora nei Livelli Essenziali di Assistenza nazionali (LEA) questi tipi di cure mediche.

Domanda:
Quali saranno i suoi prossimi passi?

Cercherò ancora di lavorare perché i dubbi legittimi che ancora ci sono fra i colleghi, soprattutto del PDL (ma non solo) si possano positivamente dissolvere, al fine da esaminare il disegno di legge unificato che ho presentato più di un mese fa in Ufficio di Presidenza della Commissione Sanità e dare risposta ai milioni di concittadini che la aspettano da quasi venti anni, pazienti e professionisti medici. Non mi pare sia più tempo di fare e disfare, anche per la dignità che il Parlamento ancora ha.


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A VERONA IL MASTER DI II LIVELLO IN FITOTERAPIA APPLICATA DELL'UNIVERSITA' DI SIENA

Coordinatrice del Corso : Professoressa Daniela GIACHETTI
Tutor del Corso : Professor Ivo BIANCHI

L'Università di Siena, nell'ambito della Facoltà di Farmacia, organizza da molti anni, Corsi di Fitoterapia Applicata, aperti a Medici, Veterinari, Farmacisti, Biologi, Psicologici e Laureati dell'Area delle Scienze Naturali.
Quest'anno la Facoltà ha approvato l'attivazione di un Master Biennale di II Livello in Fitoterapia Applicata.
Il Master avrà durata biennale, conferisce 80 crediti formativi universitari e si svolgerà a Verona.
Il programma prevede lezioni frontali, studio personale e stage formativi.
Le lezioni frontali inizieranno a settembre 2010, e saranno organizzate in cicli di due giorni, sabato e domenica, con cadenza mensile.
Gli stage pratici potranno svolgersi presso qualsiasi struttura, pubblica o privata, operante nel settore delle piante medicinali o attraverso attività professionalizzanti.
Al termine del Master i partecipanti discuteranno una Tesi, frutto del lavoro personale e delle conoscenze acquisite.
Il Master si rivolge in particolare ai medici per il suo carattere di applicazione clinica, ma nasce anche per formare adeguatamente e rispondere alle esigenze di farmacisti, biologi, chimici ed altri professionisti, attraverso gli approfondimenti sulle preparazioni galeniche, sugli aspetti del controllo di qualità e sulla ricerca applicata.
Il costo del Master è di 2.000 euro e l'iscrizione dà diritto allo status di studente iscritto all'Università degli Studi di Siena, con possibilità di usufruire di tutte le risorse che l'ateneo senese offre ai propri studenti. Secondo il DM 509 del 2001 i Master universitari riconosciuti garantiscono agli iscritti l'esonero dall'obbligo ECM per tutta la durata del corso.
Il Coordinatore del Master è la Prof.ssa Daniela Giachetti ed il tutor il Prof. Ivo Bianchi.
I docenti del Master sono i docenti della facoltà di Farmacia, di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e di Medicina dell'Università degli Studi di Siena, professori di altri atenei italiani riconosciuti a livello internazionale nel campo della Fitoterapia ed infine qualificati operatori dell'industria e del settore delle piante medicinali.

La direzione del corso è presso l'U.O. di Biologia Farmaceutica dell'Università degli Studi di Siena: 0577233525/10/14 e-mail: giachetti@unisi.it - biagi4@unisi.it

Le iscrizioni e tutta la parte amministrativa è gestita dall'ufficio formazione e post laurea: post-laurea@unisi.it


Per maggiori informazioni e futuri approfondimenti: http://www.fitoedu.it

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Discussioni Generali / Re:Archivio?
« il: Marzo 21, 2010, 11:05:05 pm »
Gentile Utente stiamo lavorando per ripristinare il tutto.
Manderemo una comunicazione appena il tutto sarà online.
Saluti
eb

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This article provides a brief overview of the current situation in Italy regarding the diffusion and regulation of Non-Conventional Medicine (NCM). In Italy the use of NCM is spreading among the population as in the rest of Europe. Sales of alternative remedies are growing, and likewise the number of MDs who practice NCM. However, in Italy, unlike in other countries of the European Union, at the present time the juridical/legal status of NCM is not well established, mainly due to the lack of any national law regulating NCM professional training, practice and public delivery, not to mention the absence of government-promoted scientific research in this field.
After procrastinating for 20 years, the Italian Parliament is therefore urged to legislate without further delay and approve a full-scale national law on Non-Conventional Medicine to protect citizens’ safety and freedom of choice.
r 2009 Elsevier GmbH. All rights reserved.

Keywords: Non-Conventional Medicine (NCM); Complementary and Alternative Medicine (CAM); NCM legal status; Italian healthcare system

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In Italy, the use of non conventional medicines (NCMs) is spreading among people as in the rest of Europe. Sales of alternative remedies are growing, and likewise the number of medical doctors (MDs) who practise NCM/complementary and alternative medicine (CAM). However, in Italy as in other countries of the European Union, at the present time the juridical/legal status of NCM/CAM is not well established, mainly due to the lack of any national law regulating NCM/CAM professional training, practice and public supply and the absence of government-promoted scientific research in this field. This is an obstacle to safeguarding the patient’s interests and freedom of choice, especially now that dissatisfaction with biomedicine is inclining more and more people to look for a holistic and patient-centered form of medicine.

Keywords: Non conventional medicines (NCMs) – complementary and alternative medicine
(CAM) – person-centred medicine – NCM/CAM legal status

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Abstract: A novel property of DNA is described: the capacity of some bacterial DNA sequences to induce electromagnetic waves at high aqueous dilutions. It appears to be a resonance phenomenon triggered by the ambient electromagnetic background of very low frequency waves. The genomic DNA of most pathogenic bacteria contains sequences which are able to generate such signals. This opens the way to the development of highly sensitive detection system for chronic bacterial infections in human and animal diseases.

Key words: DNA, electromagnetic signals, bacteria.

12
eCAM 2007;4(S1)45–51 doi:10.1093/ecam/nem094

13
eCAM Advance Access published June 8, 2009
THE JOURNAL OF ALTERNATIVE AND COMPLEMENTARY MEDICINE Volume 16, Number 2, 2010, pp. 141–142 ª Mary Ann Liebert, Inc. DOI: 10.1089=acm.2009.0452

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Discussioni Generali / Re:Benvenuti
« il: Febbraio 21, 2010, 07:04:38 pm »
Il problema è stato risolto ora in ogni sezione si avrà la possibilità di "postare" con l'apposito tasto "nuovo topic"

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Discussioni Generali / Benvenuti
« il: Febbraio 18, 2010, 03:02:51 pm »
Benvenuti nel nuovo forum Medibio!
Ci scusiamo per i disservizi.
Abbiamo messo online questo nuovo Forum più potente e ricco di funzioni che verranno implementate nel tempo.
Il vecchio forum e le discussioni sono in fase di ripristino verranno rimesse online in un forum in sola lettura.
Per vedere tutte le sezioni è necessario iscriversi http://www.medibio.it/forum/index.php?action=register
Vi preghiamo di iscrivervi al forum compilando tutti i dati richiesti.
Un cordiale saluto
Amministratore

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